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Natale. Il volto umano di Dio

Carissimi parrocchiani e amici,
Mi piace pensare il Natale come festa del volto umano, del cuore umano di Dio.
Me lo suggerisce San Giovanni quando nel suo Vangelo scrive: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito”.
Dare... voce del verbo amare.
La fantasia d’amore di Dio l’ha reso “umano”, uno di noi, uno tra noi, uno come noi.
Sì, il nostro Dio, il Dio che il Natale rivela e la Croce conferma, è un Dio umanissimo.
Natale rivela il cuore straripante di Dio.
L’uomo innalza muri, Dio lancia ponti.
L’uomo divide, Dio unisce.
L’uomo rifiuta, Dio accoglie.
L’anno della Misericordia appena concluso ce l’ha ricordato in tutti i modi.
Il nome di Dio è misericordia, è cuore che si volge al misero.
È Dio che non piega l›uomo, ma si piega sull’uomo.
È Dio che non sale sul piedistallo, ma scende al nostro livello.
È Dio che non giudica dall›alto, ma si fa “basso” perché lo sentiamo “dei nostri”.
Il Natale di Gesù e il seguito della sua vita ci rivelano il volto di Dio che abbraccia i bambini e piange alla tomba dell’amico morto; fa festa alle nozze di due sposi e si china sulle lacrime di una vedova; smaschera le ipocrisie dei potenti e si curva e lava i piedi agli apostoli; grida “guai a voi “ ai potenti e sussurra “venite a me” ai deboli.
Forte e tenero il suo amore!
Davvero, verrebbe da dire che Dio le ha studiate tutte per dirci che ci ama.
Ma le ha anche studiate tutte per... farsi amare!
Chi non amerebbe un bambino? Dio si è fatto bambino.
Chi non amerebbe un innocente che muore amando, e perdonando chi lo uccide? Dio si è fatto innocente condannato...
Eppure... “venne tra i suoi e i suoi non l’hanno accolto”, ci dice ancora San Giovanni nel Vangelo.
Mistero dell’amore vero che non si impone, ma si propone.
Natale è accogliere Dio che mi ama così come sono.
Natale è credere che Dio non è mai contro l’uomo, ma sempre dalla parte dell’uomo.
Natale è lasciare che Dio dilati il nostro cuore a misura del suo, cioè senza misura.
Sì perché, come scrive ancora San Giovanni, “a quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio”.
Siamo figli di Dio Amore.
E allora...
Natale è dilatare il cuore perché si lasci invadere dall’amore di Dio, in una rinnovata accoglienza
dei famigliari, dei parenti, degli amici..., fino al perdono e alla riconciliazione.
È aprire il cuore per far posto a chi è più solo, più malato, più anziano, più amareggiato, più deluso, più affaticato.
Davvero... Natale è festa del cuore straripante di Dio. È lasciar straripare il nostro cuore in un amore rinnovato. Nel concreto. Nel quotidiano.
Buon Natale..., così a ciascuno di voi con affetto grande.

+ don Guido

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