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Carissimi parrocchiani e amici,

Vi scrivo nell’imminenza della festa patronale della nostra parrocchia dedicata alla Beata Vergine delle Grazie.
◗ * È bello e ci fa bene guardare a Maria per attingere da lei ispirazione e stimolo per la vita della nostra comunità parrocchiale.
Mi piace pensare a Maria come donna capace di tessere relazioni intense con Giuseppe, con Gesù, con le amiche di Nazareth, con gli Apostoli.
Sì, perché abbiamo bisogno di relazioni vere, buone, serene, sincere, costruttive.
Quante nostre famiglie gustano la bellezza, sia pure impegnativa, di un buon clima tra sposi, con i figli, con i nonni! Ma quante soffrono per incomprensioni, mancanza di rispetto, di dialogo, di intimità...
Vorrei chiedere a Maria per le nostre famiglie e per la comunità, la capacità di creare relazioni buone, clima cordiale, incontri veri.
È motivo di gioia per noi sacerdoti sentire talora parole di apprezzamento per il clima cordiale che dicono di trovare nelle nostre celebrazioni, nei gruppi e nelle iniziative proposte lungo l’anno.
È tuttavia la strada è ancora lunga e chiede l’impegno di tutti perché non prevalga l’organizzazione, ma la relazione, non le cose da fare, ma le persone da incontrare.
◗ * È bello e ci fa bene guardare a Maria, come donna capace di accorgersi dei bisogni degli altri, capace di rendersi presente, capace di prossimità.
Vedo Maria “farsi prossimo”alla cugina Elisabetta, felicemente incinta in età avanzata,” farsi prossimo” alla festa di nozze a Cana di Galilea, per provocare dal Figlio il miracolo della gratuità e della delicatezza che salva la festa. Mi piace anche pensarla “farsi prossimo “con delicatezza di donna alla rudezza degli Apostoli che fanno fatica a entrare nella logica di suo Figlio.
Sono tante le iniziative di prossimità della nostra parrocchia verso persone senza casa, senza lavoro, senza libertà, senza patria, senza salute, senza compagnia, senza mezzi per una vita dignitosa.
Ma quanto deve ancora crescere la prossimità “feriale”, attenta a chi vive con noi, a chi vive sul nostro pianerottolo e sulla nostra scala, a chi arriva nuovo nel quartiere, a chi incontriamo domenica a Messa o in piazza al mercato....
Ci aiuti Maria a calmare i ritmi eccessivi delle nostre giornate per saper “perdere tempo” con il marito, con la moglie, con i figli, con i nonni, con i vicini....
◗ * È bello e ci fa bene guardare a Maria come donna aperta a Dio e al mistero del suo Amore.
Qui sta la radice della sua vita vissuta con relazioni ricche di umanità, con prossimità ricca di attenzioni del cuore.
La vedo apparire sulla scena del Vangelo nell’Annunciazione con un “Eccomi sono disponibile al Signore. Dio faccia di me quanto desidera”.
La vedo scomparire dalla scena biblica mentre è con gli Apostoli nel cenacolo in preghiera.
E penso che se la nostra comunità non affonda le sue radici nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio, nell’incontro col Signore nell’Eucarestia... non sarà mai capace di relazioni profonde, di prossimità generosa, di contagio evangelico.
Un’autentica evangelizzazione affonda le sue radici e le sue motivazioni sono, nell’immersione in Dio e nel suo amore.
Questo affido a Maria in questa nostra festa patronale.

Auguri a tutti di buona festa.
+ don Guido

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