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lettera alla comunità

DaI vostri sacerdoti a tutta la Comunità

Carissimi tutti,
eravamo abituati a cercare noi i “fioretti” per la Quaresima. Quest’anno ha pensato la Quaresima a imporci il “fioretto” da vivere: accettare con realismo, consapevolezza, saggezza, senso di corresponsabilità, questo tempo di epidemia.
Ci è chiesta lucidità di mente per non sottovalutare il problema.
Ci è chiesta apertura di cuore per una maggiore attenzione, dedizione e solidarietà alle persone più deboli e esposte al rischio.
Ci è chiesta la pazienza di rimodulare i tempi, gli orari, le consuetudini, i ritmi di vita, le relazioni.
Ci è chiesto un supplemento di fede che nasce dalla consapevolezza del nostro limite che, in momenti come questo, si fa sentire maggiormente.
Non è certo Dio a “mandarci” queste sofferenze, ci vuole “troppo” bene! Se mai siamo noi chiamati a lasciarci interpellare positivamente da questi eventi, senza eludere domande che ci interpellano:

  • Che cosa è davvero importante nella nostra vita?
  • Su chi e su che cosa fondiamo le nostre sicurezze?
  • Che significa in questo momento “ama il prossimo tuo come te stesso”?
  • Che cosa chiediamo a Dio nella preghiera in queste situazioni?
  • Come sappiamo seminare speranza, nonostante tutto?

Sul piano della vita parrocchiale ci è chiesto un periodo – fino a quando? – di privazione delle Messe festive e feriali e di qualsiasi altra celebrazione.
Per noi sacerdoti e per voi fedeli è una delle più grandi privazioni sul piano spirituale.

Allora... che faremo?
Non pregheremo più? Non faremo più la Comunione? Non ci sentiremo più comunità? Saremo privi della Parola di Dio? Niente affatto!
Perché non “approfittare” di questo tempo di digiuno eucaristico per potenziare modalità di preghiera forse non abbastanza valorizzate?
Se anche non faremo per un po’ di tempo “la Comunione”, come possiamo rimanere “in Comunione” con il Signore e con la comunità?

Perché non riscoprire forme di preghiera personale e in famiglia, dalle Lodi al Vespro, dal Rosario alla lettura del Vangelo, dalle letture della Messa di quel giorno alla visita silenziosa in chiesa, dalla lettura di un buon libro spirituale a servizi radio, TV, internet, Youtube...

Forse non tutti sanno che ogni giorno vengono trasmessi in televisione la santa Messa (vedere: "vivere la Messa in questo tempo"  altre possibilità "link spirituali") e il S. Rosario. I navigatori su Internet sapranno trovare fior di servizi e meditazioni di buon livello di molti sacerdoti, senza dimenticare il sito del Vaticano dove si possono trovare le registrazioni degli incontri del Papa o i testi delle sue parole.

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Potrà essere anche un’occasione per prendere coscienza di un’altra “chiesa”... quella “domestica”. Potremo trovare ogni giorno un momento di famiglia per una preghiera, un brano di Vangelo, la condivisione di “intenzioni”. Anche il libretto di Quaresima offerto dalla comunità parrocchiale può essere di aiuto. O semplicemente per stare più insieme in modo gratuito, riscoprendo la bellezza del “perdere tempo” insieme!

Potrebbero nascere dialoghi di coppia o con i figli meno frettolosi del solito. Se mai occorrerà inventare modalità nuove anche perché gli anziani, i malati, i soli non si sentano... più soli del solito! La fantasia del cuore che ama saprà inventare visite brevi ma frequenti, telefonate puntuali, servizi necessari, commissioni
opportune, segnalazione di servizi televisivi spiritualmente arricchenti.
Ai giovani, più esperti di noi adulti e anziani, non mancherà la fantasia d’amore per inventare forme inedite ma efficaci di presenza, sostegno, di affetto, di volontariato.

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Lo sappiamo: in questo periodo – fino a quando? – sono sospese tutte le celebrazioni. Ma la chiesa sarà ogni giorno aperta con i soliti orari. Anche la presenza dei confessori è (prevedibilmente) assicurata nei giorni indicati sui vari confessionali e sul sito della parrocchia (www.parrocchiacrocetta.org). Unica differenza: non saranno chiusi nei confessionali, ma “all’aperto” nella cappella dei bambini per uno spazio più ampio e rassicurante per la distanza richiesta, come richiesto anche dal nostro Arcivescovo.
Da parte mia e di don Francesco fino a quando non sarà consentita la celebrazione pubblica delle Messe, ogni giorno alle ore 12 celebreremo insieme la Messa nella cappella del sottochiesa dedicata al nostro Beato Piergiorgio Frassati.

Saremo a celebrare da soli ... ma non soli. Sarete tutti tutti nel nostro cuore, nella nostra preghiera, nel nostro calice.
Sarà un intenso momento di comunione tra noi, con voi e con il Signore.

Se volete, unitevi in preghiera del cuore in quell’ora. Ci pare di offrivi così il dono dell’”intercessione”.

Forse anche per noi sacerdoti sarà occasione per capire che non contano tanto le “cose” che facciamo per la comunità, ma l’amore che portiamo alla comunità e alla sofferenza che condividiamo.

Forse anche noi sacerdoti ci preoccuperemo meno di essere “efficienti” ma di essere “efficaci”. Convinti che ciò che dà efficacia alla vita è la relazione di fraternità tra noi e la relazione di fede con il Signore.

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Osiamo sperare in una Pasqua più vera, perché resi più veri noi dalla potatura di questo periodo.
Con affetto davvero grande per tutti, nessuno escluso.

+ don Guido e don Francesco

P.S.:

  1. Molti di voi hanno richiesto delle Messe da celebrare per defunti e no, nelle 3 Messe quotidiane. Sappiate che la nostra Messa “privata” quotidiana in cappellina alle ore 12 ricorderà ad una ad una tutte le intenzioni per cui avete chiesto di pregare.
  2. E dopo avervi aperto il cuore al nostro sentire di questi giorni difficili, ben sapendo la mobilità di molti di voi, cari parrocchiani, vi invito ad un ancor più rigoroso rispetto di quanto ci viene ricordato da ogni parte, per una più che ragionevole preoccupazione. Invito perciò, chi è stato in zone a rischio maggiore, ad astenersi dal frequentare luoghi con elevato passaggio di persone, parrocchia compresa, per prendere tutte le misure opportune al contenimento del contagio.
  3. Sentitevi liberi di inviare a vostri amici parrocchiani questo nostro saluto del cuore, così che in tanti si sentano ricordati e in comunione di preghiera.

Torino, lunedì 9 marzo 2020

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