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Con voi da 10 anni !!!

Parrocchiani e amici carissimi, come sia venuta l’ispirazione a me, vescovo, e all’età di 68 anni, di chiedere al Cardinal Poletto di diventare parroco alla Crocetta... rimane un mistero a me stesso!

Una cosa però mi è chiara: non me ne sono mai pentito!

Qualche dubbio sulla saggezza della mia scelta mi è venuto nei primi anni qui alla Crocetta quando, tutte le mattine, andavo ancora in Curia per il mio servizio di Vicario Generale e Vescovo Ausiliare. Solo la pazienza e la generosa disponibilità dei viceparroci (splendidi!) ha impedito che la parrocchia pagasse le conseguenze di un parroco presente solo a tempo parziale.

Sento tuttavia di poter dire in coscienza di aver fatto di tutto perché la parrocchia non patisse troppo questo mio doppio impegno.

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Sono arrivato alla Crocetta 10 anni fa, l’8 novembre 2008, con due timori: la mia età già avanzata e la “fama” della Crocetta come parrocchia “dei ricchi”. Proprio io, che avevo iniziato il mio compito di prete di parrocchia prima a Pianezza e poi a Piossasco, in anni di forte immigrazione di famiglie alla ricerca di casa, di lavoro, di futuro. Quegli anni mi hanno segnato profondamente e ne sono riconoscente.

Il Signore mi ha educato a evitare ogni genere di classificazioni: ricchi e poveri, credenti e non credenti, immigrati e residenti, vicini e lontani... Mi ha sempre interessato un unico “titolo” che tutti possediamo: ogni uomo è amato da Dio e ne è l’immagine, ogni uomo attende di essere amato così com’è!

Se una convinzione è maturata nei 20 anni di parrocchia a Piossasco e nei 10 anni di parrocchia a Rivoli, negli anni di servizio come Vescovo Ausiliare e nei 10 anni di presenza alla Crocetta, è proprio quella di accogliere tutti e ciascuno personalmente, senza previe classificazioni o etichettature o pregiudizi. Se mai in ogni persona, nessuna esclusa, – magari inconsciamente – ho colto un profondo bisogno di Dio e di “casa”, di famiglia, di affetto, di accoglienza.

La gente cerca cuori. E qui alla Crocetta, io per primo, ho trovato tanti cuori!

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Dopo questi 10 anni vedo più chiaramente ciò che davvero mi sembra debba contare per il futuro della comunità parrocchiale. Sento essenziale...

◗ ... che la bellezza dell’amore di Dio sia annunciata e testimoniata

◗ ... che la gente in parrocchia senta “sapore di casa, di famiglia”

◗ ... che la fede umanizzi l’esistenza

◗ ... che il cristiano sia la fioritura dell’umano

◗ ... che la famiglia rimanga perno robusto, scuola di vita, esperienza di amore concreto

◗ ... che il benessere proprio non chiuda al malessere altrui

◗ ... che la fede trasudi in gesti di giustizia, di onestà, di pace, di attenzione privilegiata a chi fa più fatica a vivere

◗ ... che la parrocchia non sia “del prete” ma della comunità tutta, corresponsabile con le sue guide

◗ ... che la Domenica con l’Eucarestia sia il cuore della vita comunitaria

◗ ... che gli eventi gioiosi o tristi dell’esistenza trovino nella parrocchia cuori disposti a “gioire con chi è nella gioia e a piangere con chi è nel pianto”

◗ ... che non accada di non trovare “neanche un prete per chiacchierare” o per... gustare la bellezza del perdono (la presenza disponibile dei Salesiani e di altri sacerdoti amici ci permette di offrire ogni giorno occasioni di ascolto di confessioni! Siano benedetti dal Signore!)

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Ora gli anni passano anche per me – da tre anni sono parroco ai “tempi supplementari” (ai 75 anni, come prescritto dal Codice di Diritto Canonico ho dato le dimissioni da parroco all’Arcivescovo). Dio mi ha fatto un grande regalo: sono felice di essere prete e di essere ancora con voi alla Crocetta.

Ma saggezza vuole che guardi con sereno realismo al futuro, mio e della parrocchia.

Sarà il Signore a darmi i “segni” che mi faranno capire che cosa Lui vorrà da me e da voi.

E se voi pregate per me e se voi vi sentite corresponsabili del cammino della parrocchia...

tutto sarà più chiaro e più facile.

“Solo” un grande GRAZIE. A tutti, nessuno escluso.

+ don Guido