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IL VANGELO NELLE CASE SARA'...VANGELO “IN CASA”

TRACCE DI RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA DOMENICA

IV Domenica di Quaresima – 14 marzo 2021
Domenica Laetare

Inizio la riflessione sul Vangelo della Domenica raccogliendomi in un momento di silenzio (interiore ed esteriore).
Se possibile creo un piccolo angolo della casa adatto al tempo di Quaresima, con una candela accesa, una Bibbia aperta, un segno... 

Invocherò lo Spirito affinché mi sia maestro e guida a comprendere la Parola.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Prego lentamente il Salmo 136, ascoltando la mia voce che sale al Padre

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 3,14-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”.

Rifletto con un commento di Ermes Ronchi

Dio ha tanto amato il mondo, versetto centrale del Vangelo di Giovanni, versetto dello stupore che rinasce ogni volta, per queste parole buone come il miele, tonificanti come una camminata in riva al mare, fra spruzzi d'onde e aria buona respirata a pieni polmoni; parole da riassaporare ogni giorno e alle quali aggrapparci forte in tutti i passaggi della vita, in ogni caduta, in ogni notte, in ogni delusone.

Dio ha così tanto amato... e la notte di Nicodemo, e le nostre notti si illuminano. Qui possiamo rinascere. Ogni giorno. Rinascere alla fiducia, alla speranza, alla serena pace, alla voglia di amare, di lavorare e creare, di custodire e coltivare persone e talenti e creature, tutto intero il piccolo giardino che Dio mi ha affidato. Non solo l'uomo, ma è il mondo che è amato, la terra è amata, e gli animali e le piante e la creazione intera. E se egli ha amato la terra, anch'io la devo amare, con i suoi spazi, i suoi figli, il suo verde, i suoi fiori.. E se Egli ha amato il mondo e la sua bellezza fragile, allora anche tu amerai il creato come te stesso, lo amerai come il prossimo tuo: «mio prossimo è tutto ciò che vive» (Gandhi). 

La rivelazione di Gesù è questa: Dio ha considerato il mondo, ogni uomo, questo mio niente cui però ha donato un cuore, più importante di se stesso. Per acquistare me ha perduto se stesso. Follia d'amore. Dio ha amato: la bellezza di questo verbo al passato, per indicare non una speranza o una attesa, ma una sicurezza, un fatto certo, e il mondo intero ne è intriso: «il nostro guaio è che siamo immersi in un oceano d'amore, e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci). Tutta la storia biblica inizia con un “sei amato” e termina con un “amerai” (P. Beauchamp). Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.

Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato, perché chi crede abbia la vita. A Dio non interessa istruire processi contro di noi, non dico per condannare o per pareggiare i conti, ma neppure per assolverci. La vita degli amati da Dio non è a misura di tribunale, ma a misura di fioritura e di abbraccio, nel paradigma della pienezza. Perché il mondo sia salvato: salvare vuol dire conservare, e nulla andrà perduto, non un sospiro, non una lacrima, non un filo d'erba; non va perduta nessuna generosa fatica, nessuna dolorosa pazienza, nessun gesto di cura per quanto piccolo e nascosto: Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano. Se potrò alleviare il dolore di una vita o lenire una pena, o aiutare un pettirosso caduto a rientrare nel suo nido non avrò vissuto invano. (Emily Dickinson).

 

Mi fermo sul brano appena letto. 

  • Mi sento amato da Dio così tanto che Lui ha mandato il suo Figlio per me?
  • Mi sento chiamato alla speranza, anche dove sembra esserci la notte?
  • Nelle notti della mia vita, oso cercare il Signore?

 Affido alla preghiera che il Signore mi ha insegnato la mia vita di figlio, di figlia e, nella semplicità dell’abbandono a Lui, gli dico: 

Padre nostro... 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Buon cammino di Quaresima!


La Quaresima di Fraternità – KENYA

IL PROGETTO AVVIAMENTO DI UN SERVIZIO ASSISTENZA E ACCOMPAGNAMENTO A DISABILI E LORO FAMIGLIE
della Diocesi di Tassia è il numero 2 e maggiori dettagli sono reperibili sul sito diocesano al link

Avviamento di un servizio di assistenza ed accompagnamento a disabili e alle loro famiglie nella comunità di Tassia

I sacerdoti "Fidei Donum" sono sacerdoti della Diocesi di Torino in dono, appunto, ad un'altra Diocesi; in questo caso don Daniele Presicce e don Paolo Burdino, sono Fidei Donum in quella di Tassia, alla periferia di Nairobi in Kenya.

Il progetto prevede la apertura di un centro di accoglienza diurna per disabili nei locali della parrocchia. Ciò consente alle famiglie con persone disabili di andare a lavorare senza lasciarli soli e chiusi in casa. In principio i destinatari dovevano essere bambini, ma la legge non consente la accoglienza di minori senza una scuola dedicata. L'idea è pensare a semplici lavori manuali che gli ospiti potrebbero fare, insieme a piccoli interventi di tipo fisiatrico o riabilitativo. La parrocchia dovrebbe sostenere le spese di un fisioterapista per qualche giorno alla settimana, mentre verrà attivata una rete di volontari per la gestione degli ospiti. Il programma prevede anche incontro, formazione e sostegno alle famiglie perché è ancora molto presente la stigmatizzazione e il pensiero che la disabilità sia una "maledizione" frutto di colpe di qualcuno della famiglia.

Nei costi sono inclusi l'allestimento per una stanza per la fisioterapia, il pranzo, il fisioterapista, le spese per acqua e luce, il compenso come rimborso spese per i volontari. Occorrerà poi pensare ai trasporti perché molti disabili sono di fatto prigionieri delle proprie case. La cifra richiesta sono 15.000€.

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