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IL VANGELO NELLE CASE SARA'...VANGELO “IN CASA”

TRACCE DI RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA DOMENICA

V Domenica di Quaresima – 21 marzo 2021
Domenica del chicco di grano

Inizio la riflessione sul Vangelo della Domenica raccogliendomi in un momento di silenzio (interiore ed esteriore).
Se possibile creo un piccolo angolo della casa adatto al tempo di Quaresima, con una candela accesa, una Bibbia aperta, un segno... 

Invocherò lo Spirito affinché mi sia maestro e guida a comprendere la Parola.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Prego lentamente il Salmo 50, ascoltando la mia voce che sale al Padre

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
 
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
 
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 12,20-23

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!”. La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”. Disse Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
 
Rifletto con un commento di Ermes Ronchi
 

Vogliamo vedere Gesù. Grande domanda dei cercatori di sempre, domanda che è mia. La risposta di Gesù dona occhi profondi: se volete capire me, guardate il chicco di grano; se volete vedermi, guardate la croce. Il chicco di grano e la croce, sintesi umile e vitale di Gesù. Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Una frase difficile e anche pericolosa se capita male, perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione. Un verbo balza subito in evidenza per la sua presa emotiva: se non muore, se muore. E pare oscurare tutto il resto, ma è il miraggio ingannevole di una lettura superficiale. Lo scopo verso cui la frase converge è “produrre”: il chicco produce molto frutto. L'accento non è sulla morte, ma sulla vita. Gloria di Dio non è il morire, ma il molto frutto buono. Osserviamo un granello di frumento, un qualsiasi seme: sembra un guscio secco, spento e inerte, in realtà è una piccola bomba di vita. Caduto in terra, il seme non marcisce e non muore, sono metafore allusive. Nella terra non sopraggiunge la morte del seme, ma un lavorio infaticabile e meraviglioso, è il dono di sé: il chicco offre al germe (ma seme e germe non sono due cose diverse, sono la stessa cosa) il suo nutrimento, come una madre offre al bimbo il suo seno. E quando il chicco ha dato tutto, il germe si lancia verso il basso con le radici e poi verso l'alto con la punta fragile e potentissima delle sue foglioline. Allora sì che il chicco muore, ma nel senso che la vita non gli è tolta ma trasformata in una forma di vita più evoluta e potente. La seconda immagine dell'auto-presentazione di Gesù è la croce: quando sarò innalzato attirerò tutti a me. Io sono cristiano per attrazione, dalla croce erompe una forza di attrazione universale, una forza di gravità celeste: lì è l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. Con che cosa mi attira il Crocifisso? Con i miracoli? Con lo splendore di un corpo piagato? Mi attira con la più grande bellezza, quella dell'amore. Ogni gesto d'amore è sempre bello: bello è chi ami e ti ama, bellissimo è chi, uomo o Dio, ti ama fino all'estremo.

Sulla croce l'arte divina di amare si offre alla contemplazione cosmica. «A un Dio umile non ci si abitua mai» (papa Francesco), a questo Dio capovolto che scompiglia le nostre immagini ancestrali, tutti i punti di riferimento con un chicco e una croce, l'umile seme e l'estremo abbassamento: Dio ama racchiudere il grande nel piccolo: / l'universo nell'atomo / l'albero nel seme / l'uomo nell'embrione / la farfalla nel bruco / l'eternità nell'attimo / l'amore in un cuore / se stesso in noi. (Ferruccio Parrinello)

Mi fermo sul brano appena letto. 

  • Metti davanti a te un Crocifisso. Guardalo. Toccalo. Papa Francesco dice “non si può toccare il Crocifisso senza prendere qualcosa di Lui e senza lasciargli qualcosa di noi”. Che cosa vorrei “prendere” da Gesù? Che cosa “lasciargli” di me?
  • Perdere la propria vita, odiare perfino la propria vita... Gesù non mi invita al disprezzo, ma a un amore più grande: il dono totale. Che cosa frena, impedisce, la mia capacità di amare?
  • Nel mio quotidiano quali sono le piccole cose che potrei fare per crescere nell’amore? E a chi?

 Affido alla preghiera che il Signore mi ha insegnato la mia vita di figlio, di figlia e, nella semplicità dell’abbandono a Lui, gli dico: 

Padre nostro... 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Buon cammino di Quaresima!


La Quaresima di Fraternità – RWANDA

IL PROGETTO FORMAZIONE COPPIE LOCALI DI OPERATORI DI PASTORALE DELLA FAMIGLIA è il numero 24 e maggiori dettagli sono reperibili sul sito diocesano al link https://www.diocesi.torino.it/missionario/quaresima-di-fraternita-2021-elenco- progetti/

Le donne rwandesi sono circa il 52% della popolazione e se anche lo Stato negli ultimi anni ha fatto passi considerevoli nella promozione della parità di genere, le donne continuano ad essere in basso nella scala sociale. Dopo il genocidio del 1994 sono state avviate iniziative per promuovere l'indipendenza economica delle donne, stante il loro fondamentale contributo allo sviluppo umano e sociale. Nella Diocesi di Byumba, una delle 9 del paese, la popolazione è per metà cattolica e ci sono circa 3700 coppie che hanno aderito alla formazione e all'uso di metodi naturali per la pianificazione delle nascite, grazie all'impegno di donne educatrici che hanno garantito finora la formazione e la crescita dei valori cristiani. Durante la pandemia sono state proprio le donne educatrici a evidenziare come in certe zone rurali non fossero possibili le minime prassi igieniche, mancando il sapone. Se finora, quindi, il loro impegno era a titolo formativo e solo volontario, il progetto di pastorale famigliare si arricchisce quest'anno di una parte produttiva per la quale sono necessari dei fondi. Le educatrici della pastorale familiare impareranno la fabbricazione del sapone per la loro promozione economica che consenta di continuare il loro compito di educatrici senza gravare sulla famiglia. Inoltre le famiglie che abitano in zone rurali e isolate, a cui il sapone è destinato, saranno aiutate e istruite per proteggersi dai rischi del contagio da Covid-19. La cifra richiesta sono 15.000€.

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