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IL VANGELO NELLE CASE SARA'...VANGELO “IN CASA”

TRACCE DI RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA DOMENICA

Domenica delle Palme – 28 marzo 2021
Passione del Signore

Inizio la riflessione sul Vangelo della Domenica raccogliendomi in un momento di silenzio (interiore ed esteriore).
Se possibile creo un piccolo angolo della casa adatto al tempo di Quaresima, con una candela accesa, una Bibbia aperta, un segno... 

Invocherò lo Spirito affinché mi sia maestro e guida a comprendere la Parola.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Prego lentamente il Salmo 22, ascoltando la mia voce che sale al Padre

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele.

+ Dal Vangelo secondo Marco 14,1-15,47

In quel tempo, Gesù disse [a Pietro]: “In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai.”. Ma egli, con grande insistenza, diceva: “Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: “Sedetevi qui, mentre io prego”. Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate”. Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: “Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu.”. Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: “Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole.”. Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: “Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.

 
Rifletto con un commento di Ermes Ronchi
 

Gesù entra a Gerusalemme, non solo un evento storico, ma una parabola in azione. Di più: una trappola d'amore perché la città lo accolga, perché io lo accolga. Dio corteggia la sua città, in molti modi. Viene come un re bisognoso, così povero da non possedere neanche la più povera bestia da soma. Un Dio umile che non si impone, non schiaccia, non fa paura. «A un Dio umile non ci si abitua mai» (papa Francesco). Il Signore ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito. Ha bisogno di quel puledro d'asino, di me, ma non mi ruberà la vita; la libera, invece, e la fa diventare il meglio di ciò che può diventare. Aprirà in me spazi al volo e al sogno. E allora: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. È straordinario poter dire: Dio viene. In questo paese, per queste strade, in ogni casa che sa di pane e di abbracci, Dio viene, eternamente incamminato, viaggiatore dei millenni e dei cuori. E non sta lontano. La Settimana Santa dispiega, a uno a uno, i giorni del nostro destino; ci vengono incontro lentamente, ognuno generoso di segni, di simboli, di luce. La cosa più bella da fare per viverli bene è stare accanto alla santità profondissima delle lacrime, presso le infinite croci del mondo dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli. Stare accanto, con un gesto di cura, una battaglia per la giustizia, una speranza silenziosa e testarda come il battito del cuore, una lacrima raccolta da un volto. Gesù entra nella morte perché là è risucchiato ogni figlio della terra. Sale sulla croce per essere con me e come me, perché io possa essere con lui e come lui. Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore, deve all'uomo che è in croce. Perché l'amore conosce molti doveri, ma il primo è di essere con l'amato, stringersi a lui, stringerlo in sé, per poi trascinarlo in alto, fuori dalla morte. Solo la croce toglie ogni dubbio. Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. La croce è l'abisso dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa. L'ha capito per primo un pagano, un centurione esperto di morte: costui era figlio di Dio. Che cosa l'ha conquistato? Non ci sono miracoli, non risurrezioni, solo un uomo appeso nudo nel vento. Ha visto il capovolgimento del mondo, dove la vittoria è sempre stata del più forte, del più armato, del più spietato. Ha visto il supremo potere di Dio che è quello di dare la vita anche a chi dà la morte; il potere di servire non di asservire; di vincere la violenza, ma prendendola su di sé. Ha visto, sulla collina, che questo mondo porta un altro mondo nel grembo. E il Crocifisso ne possiede la chiave.

Mi fermo sul brano appena letto. 

  •  
  • Leggendo il racconto della Passione e Morte di Gesù so vedere lo sconfinato amore di Dio che dà la vita e la mia sconfinata fragilità che lo tradisce? Quando mi sono sentito amato da Dio? Quando so di averlo tradito?
  •  
  • Vedo in ogni fratello sfigurato nella sua dignità, sofferente, abbandonato, Gesù sofferente oggi?
  •  

 Affido alla preghiera che il Signore mi ha insegnato la mia vita di figlio, di figlia e, nella semplicità dell’abbandono a Lui, gli dico: 

Padre nostro... 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

Buona Settimana Santa, la Grande Settimana!


La Quaresima di Fraternità – MONGOLIA

IL PROGETTO SOSTEGNO PER ATTIVITÀ DI DOPOSCUOLA E AIUTO ALLE FAMIGLIE POVERE è il numero 36 e maggiori dettagli sono reperibili sul sito
diocesano al link https://www.diocesi.torino.it/missionario/quaresima-di-fraternita-2021-elenco- progetti/ 

Chingilitei è un distretto nella periferia di Ulaanbaatar capitale della Mongolia, in cui vivono tante famiglie povere impegnate in lavori umili che le costringono a lasciare i bambini a casa da soli.

Le suore missionarie della Consolata hanno aperto un centro dove accolgono 

bambini e giovani per trascorrere le ore dopo la scuola. Il centro dà anche sostegno alle famiglie bisognose per riscaldamento, vestiario e vitto.

In questo anno già aggravato dalla pandemia, si è reso necessario sostituire il recinto in legno, pericolante e pericoloso, con una struttura più duratura in metallo, necessaria per avere il permesso dal Governo, senza il quale il centro dovrebbe chiudere, penalizzando le occasioni di doposcuola e socialità di bambini e ragazzi. La cifra richiesta sono 13.700€.

Contattaci

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